Azione Giovani è il movimento giovanile di Alleanza Nazionale.
Ci trovate ogni sabato pomeriggio presso la sede di An in Piazza Trevisan (in parte alla farmacia).
Per qualsiasi informazione contatta il numero 335 7570037

martedì 12 febbraio 2008

Pechino2008

La scelta delle federazione olimpica britanicca di impedire il libero pensiero ai propri atleti in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008, ci lascia alquanto perplessi.
C'è una Cina che avanza a colpi del 10% di incremento Pil annuo,che demolisce e ricostruisce in un batter d'occhio palazzi ultramoderni. C'è la Cina che spaventa le economie mondialie che detta le regole nei mercati internazionali.
Ma c'è una altra Cina.
Una Cina che sfrutta barbaramente i propri lavoratori.
Una Cina che non riconosce l'indipendenza al popolo tibetano.
Una Cina che nega in modo costante i più semplici(e più importanti) diritti civili,politici e umani.
E davanti a queste violazioni non si può rimanere in silenzio.
L'Olimpiade dovrebbe essere l'occasione per segnare una svolta in materia di diritti umani. L'occasione per dimostrare al mondo intero che si è imboccata la strada per raggiungere gli standard e il riconoscimento dei diritti sanciti in tutte le carte internazionali.
Purtroppo così non è.
La Cina sfida il mondo intero.
Vieta l'esposizione di simboli religiosi.
Lancia minacciosi proclami per chi sosterrà la causa tibetana.
Infine minaccia chi denuncerà la scandalosa situazione dei diritti umani.
Ecco perchè la scelta britannica lascia perplessi.
Perchè devono essere appunto le nazioni con il più lungo corso democratico a farsi carico della denuncia e del rispetto dei diritti umani in Cina.
In primis le nazioni,e successivamente i loro atleti.
Atleti,ma prima di tutto uomini ai quali non può essere imposto il silenzio davanti ai continui orrori perpetuati dai comunisti con gli occhi a mandrola.

sabato 9 febbraio 2008

sabato 2 febbraio 2008

sabato 26 gennaio 2008

OSTERIA!

Non siamo mica all'osteria!
SALUTO ROMANO!

venerdì 25 gennaio 2008

sabato 19 gennaio 2008

nuovo ponte

Azione Giovani San Donà, movimento giovanile del locale circolo di Alleanza Nazionale, ha effettuato nella tarda serata un blitz nei pressi del nuovo ponte che verrà inaugurato lunedì.

Abbiamo appeso(come da foto allegata)uno striscione con scritto “DIECI ANNI PER UN PONTE…SI DEVE FESTEGGIARE?!”.

Questa frase rappresenta il motivo della nostra protesta.

Quella di lunedì non è affatto un’inaugurazione e tanto meno è una festa.

Quella di lunedì rappresenta la fine di un incubo per tutta la popolazione.

Un incubo che è durato la “bellezza” di dieci anni. Tanto infatti si è dovuto aspettare perché si ultimasse finalmente il ponte.

Dieci anni per la costruzione di un ponte,snodo fondamentale di tutta la viabilità,sono una vera e propria agonia inaccettabile per un Paese civile.

Riteniamo che tutta la storia di questa costruzione rappresenti una pagina vergognosa per tutta la macchina politica e burocratica del nostro Paese.

Non è certo compito di Azione Giovani individuare chi siano stati i colpevoli di questo ritardo indecente. Sicuramente si tratta di un concorso di colpe,di destino e di sfortune.

Resta il fatto che i cittadini di San Donà, le migliaia di pendolari e tutti coloro che attraversano le nostre strade,sono rimasti vittime indifese di questo ritardo.

Ed è a loro che va il nostro pensiero.

A chi ha trascorso ore su ore ogni giorno per attraversare il vecchio ponte delle Vittoria, a chi ha respirato per tutti questi anni l’aria inquinata dai tir di passaggio,a chi si è trovato imprigionato in una viabilità infernale. A tutti questi va la nostra solidarietà.

Per questo riteniamo che non ci sia motivo per esultare e per festeggiare in pompa magna.

E’ solamente la fine di un incubo.

La fine di una storia indecente e vergognosa.

le foto del blitz:




morti bianche

Ancora due morti sul posto di lavoro
Tragedia sul lavoro al porto di Venezia. Due operai sono morti durante le operazioni di scarico di una nave che trasporta soia. Il grave incidente è accaduto alle 2.40 della notte tra giovedì e venerdì, al terminal portuale del Centro Intermodale Adriatico.

Secondo una prima ricostruzione Denis Zanon, 41 anni di Mestre, dipendente della Nuova Compagnia Portuali, e Paolo Ferrara, 53 anni di Brugine, operaio della Icco di Dosson di Casier, erano intenti nello scarico della nave, la panamense World Trade. In queste operazioni erano assistiti da un marittimo rumeno di 53 anni. Il dramma si è verificato nel momento in cui la ruspa azionata dagli operai italiani, dopo aver aperto una delle sette stive, ha affondato la benna nella soia entrando in un ambiente rivelatosi saturo di anidride carbonica e monossido di carbonio. Paolo Ferrara a questo punto ha perso i sensi, mentre Denis Zanon ha cercato subito di soccorrerlo rimanendo a propria volta asfissiato

BASTA MORTI BIANCHE!

SOLIDARIETA' ALLE FAMIGLIE DEI DUE LAVORATORI

azione giovani Sandonà